Nutrizione sportiva

Nutrizione per gli sport di endurance: maratona, ciclismo, triathlon

Come si imposta la nutrizione di un atleta di endurance: periodizzazione dei carboidrati, carico pre-gara, rifornimento in gara fino a 90 g/h, idratazione, sodio, ferro e recupero.

12 min di letturaAggiornato il 30 agosto 2026A cura del Dr. Roberto Uliano

Negli sport di endurance la nutrizione non è un dettaglio di contorno: è parte della programmazione, esattamente come i chilometri settimanali. Maratoneti, ciclisti e triatleti lavorano per ore in una zona in cui la disponibilità di carboidrati, lo stato di idratazione e la tolleranza intestinale determinano il risultato tanto quanto la condizione atletica. Questa guida ricostruisce, in modo operativo, come si costruisce l'alimentazione di un atleta di endurance.

1. Il fabbisogno energetico: prima di tutto, non stare in deficit

L'errore più frequente negli atleti di endurance amatoriali è la bassa disponibilità energetica: si allenano come professionisti e mangiano come sedentari. Il risultato è la sindrome RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport), che colpisce uomini e donne e si manifesta con calo delle prestazioni, infortuni da stress osseo, alterazioni ormonali, amenorrea, disturbi del sonno e infezioni ricorrenti.

Il primo passo è quindi stimare il dispendio reale: metabolismo basale, attività quotidiana e costo energetico dell'allenamento (indicativamente 0,9-1,1 kcal per kg per km di corsa). Il calcolatore del fabbisogno calorico offre una stima di partenza da correggere con il monitoraggio di peso, prestazione e sensazioni.

2. La periodizzazione dei carboidrati

I carboidrati non vanno tenuti costanti tutta la settimana: si modulano sul carico. Uno schema di riferimento usato in letteratura:

  • Giorni leggeri o di riposo: 3-5 g/kg di peso corporeo.
  • Allenamento moderato (circa 1 ora): 5-7 g/kg.
  • Carico elevato (1-3 ore al giorno): 6-10 g/kg.
  • Carico estremo (oltre 4-5 ore al giorno): 8-12 g/kg.

Le proteine si collocano tra 1,4 e 1,8 g/kg, con distribuzione su 3-5 pasti; i grassi coprono il resto senza scendere sotto il 20% delle calorie, per non compromettere assorbimento di vitamine liposolubili e assetto ormonale.

3. Pre-gara: carico, colazione e ultime ore

Per prove sopra i 90 minuti il carico di carboidrati nelle 36-48 ore precedenti (8-12 g/kg al giorno) aumenta le scorte di glicogeno muscolare. In quelle ore si riducono fibra, grassi e alimenti nuovi, per contenere il rischio gastrointestinale.

La colazione pre-gara, 3-4 ore prima, fornisce 1-4 g/kg di carboidrati a basso residuo, con proteine modeste e pochi grassi. Nell'ora finale si può aggiungere un piccolo apporto glucidico liquido. Tutto va provato in allenamento: il giorno della gara non si sperimenta nulla.

4. In gara: quanto, cosa e come

Le indicazioni di riferimento in funzione della durata:

  • Sotto i 60 minuti: acqua; eventualmente un risciacquo orale con soluzione glucidica.
  • 1-2,5 ore: 30-60 g di carboidrati l'ora.
  • Oltre 2,5 ore: fino a 90 g l'ora con miscele glucosio-fruttosio (2:1 o 1:0,8).

L'assorbimento di queste quantità non è automatico: l'intestino si allena. Nelle settimane di preparazione si inseriscono lunghi con lo stesso protocollo di rifornimento previsto in gara, aumentando gradualmente i grammi l'ora. È questo il vero antidoto ai problemi gastrointestinali del giorno della gara.

Sull'idratazione l'obiettivo è mantenere la perdita di peso entro il 2-3%: si stima il tasso di sudorazione individuale (peso prima/dopo un allenamento standard, sommando i liquidi assunti) e si beve di conseguenza, con 300-700 mg di sodio per litro nelle prove lunghe o in ambiente caldo. Bere in eccesso è pericoloso quanto bere poco: l'iponatriemia da sovraidratazione è una complicanza documentata nelle maratone.

5. Recupero: la finestra che conta davvero

Quando la sessione successiva è entro 8 ore, il recupero è aggressivo: circa 1 g/kg di carboidrati l'ora nelle prime 3-4 ore, 20-40 g di proteine ad alto valore biologico e reidratazione con 1,25-1,5 litri per ogni chilo perso, con sodio. Se invece si allena una volta al giorno, conta molto di più il totale giornaliero della singola finestra.

6. Micronutrienti da tenere d'occhio

  • Ferro: emolisi da impatto, perdite con il sudore e infiammazione (epcidina) rendono gli endurance atleti, soprattutto le donne, una categoria a rischio. Ferritina e assetto marziale vanno controllati periodicamente.
  • Vitamina D: coinvolta in funzione muscolare e salute ossea; frequente la carenza in chi si allena al chiuso o nei mesi invernali.
  • Calcio: centrale nella prevenzione delle fratture da stress, insieme a un'adeguata disponibilità energetica.

7. Errori più comuni

  • Ridurre i carboidrati per «dimagrire» nel pieno del carico, con crollo della qualità delle sedute.
  • Provare gel, barrette o integratori nuovi il giorno della gara.
  • Non allenare l'intestino ai grammi di carboidrati previsti in gara.
  • Inseguire un peso gara troppo basso, con rischio di REDs e fratture da stress.
  • Reidratare senza sodio dopo prove lunghe e sudate.

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Se lavori con runner, ciclisti o triatleti, il corso di nutrizione negli sport di endurance del Dr. Roberto Uliano affronta in modo applicativo periodizzazione, protocolli di rifornimento, idratazione e casi reali. Complementari il corso teorico-pratico di nutrizione clinica sportiva e il corso su metodologie dietetiche e composizione corporea. Sono percorsi di formazione professionale on-demand con attestato di partecipazione: non sono master universitari e non rilasciano crediti ECM.

Vedi anche la guida generale alimentazione sportiva: come si costruisce la nutrizione di un atleta.

Domande frequenti

Quanti carboidrati servono durante una maratona?

Per gare tra 1 e 2,5 ore l'indicazione è 30-60 g di carboidrati l'ora; oltre le 2,5 ore, come in maratona, si può arrivare a 90 g l'ora usando miscele di glucosio e fruttosio in rapporto 2:1 o 1:0,8, che sfruttano trasportatori intestinali diversi. La tolleranza va allenata in allenamento, mai improvvisata il giorno della gara.

Il carico di carboidrati serve ancora?

Sì, per prove che superano i 90 minuti di intensità elevata. Nelle 36-48 ore precedenti si sale a 8-12 g/kg di peso al giorno riducendo fibra e grassi, mantenendo l'allenamento in scarico. Per gare più brevi è sufficiente un normale apporto di carboidrati con una colazione pre-gara ben collaudata.

Quanta acqua e quanto sodio bere durante una gara lunga?

L'obiettivo è contenere la perdita di peso entro il 2-3% del peso corporeo. In pratica si stima il tasso di sudorazione individuale pesandosi prima e dopo un allenamento simile alla gara, e si beve di conseguenza, con 300-700 mg di sodio per litro nelle prove lunghe o in ambiente caldo.

La dieta chetogenica funziona per l'endurance?

L'adattamento ai grassi aumenta l'ossidazione lipidica, ma riduce l'economia di corsa alle alte intensità e compromette le prestazioni nei tratti sopra soglia. Nelle prove competitive la disponibilità di carboidrati resta la strategia con il supporto sperimentale più solido.

Quali integratori hanno reali evidenze nell'endurance?

Caffeina (3-6 mg/kg), nitrati da succo di barbabietola, carboidrati sportivi ed elettroliti hanno evidenze consistenti. Ferro e vitamina D si integrano solo su carenza documentata da esami. Tutto il resto ha supporto debole; per gli atleti tesserati sono da preferire prodotti con certificazione antidoping di terza parte.

Fonti e riferimenti scientifici

Questa guida è stata redatta e revisionata sulla base delle seguenti fonti istituzionali e di letteratura scientifica peer-reviewed.

  1. Thomas DT, Erdman KA, Burke LM. ACSM/AND/DC Joint Position Statement: Nutrition and Athletic Performance (2016).
  2. Jeukendrup A. Training the gut for athletes. Sports Medicine (2017).
  3. Mountjoy M. et al. IOC consensus statement on REDs (2023).
  4. Sawka MN et al. ACSM Position Stand: Exercise and Fluid Replacement.

Ultimo aggiornamento editoriale: 30 agosto 2026. Contenuto a cura del Dr. Roberto Uliano, biologo nutrizionista.

Avvertenza medica. Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgative e formative e non sostituiscono in alcun modo il rapporto con un medico o un nutrizionista abilitato. Per protocolli individuali rivolgiti a un professionista sanitario.

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Uliano, R. (2026). Nutrizione per gli sport di endurance: maratona, ciclismo, triathlon. Dr. Uliano Academy. Aggiornato il 30 agosto 2026. Disponibile su: https://www.corsinutrizione.it/guide/nutrizione-endurance-maratona-ciclismo-triathlon (consultato il 30 agosto 2026).

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Uliano, R., 2026. Nutrizione per gli sport di endurance: maratona, ciclismo, triathlon. [online] Dr. Uliano Academy. Disponibile su: <https://www.corsinutrizione.it/guide/nutrizione-endurance-maratona-ciclismo-triathlon> [Accesso: 30 agosto 2026].