Vitamina D: carenza, dosi di integrazione e perché in Italia manca al 60% della popolazione
Come misurarla (25-OH-D), soglie di riferimento SIOMMMS, dosi di integrazione sicure, effetti su ossa, immunità e muscoli. Rischi di iperdosaggio e falsi miti.
La vitamina D è un pro-ormone sintetizzato a livello cutaneo per esposizione solare (UVB) e in minima parte introdotto con la dieta. In Italia, nonostante la latitudine, oltre il 60% della popolazione presenta livelli sub-ottimali di 25-OH-D.
Come si misura
Il marker è la 25-idrossivitamina D (25-OH-D) su prelievo ematico. Le soglie SIOMMMS (Società Italiana dell'Osteoporosi):
- < 20 ng/mL: carenza
- 20-30 ng/mL: insufficienza
- 30-100 ng/mL: sufficienza
- > 100 ng/mL: potenziale tossicità
Dosi di integrazione
- Mantenimento adulto sano: 1.000-2.000 UI/die di colecalciferolo (D3)
- Correzione carenza: 25.000-50.000 UI/settimana per 8-12 settimane, poi mantenimento
- Anziani, obesi, malassorbimento: fabbisogno spesso doppio
Cofattori e assorbimento
La vitamina D3 è liposolubile: va assunta con un pasto contenente grassi. Cofattori sinergici: magnesio (attivazione enzimatica), vitamina K2 MK-7 (indirizzo del calcio verso l'osso e non i vasi), zinco.
Effetti oltre l'osso
Evidenze consolidate per salute ossea (osteoporosi, prevenzione cadute nell'anziano). Emergenti per immunità (infezioni respiratorie), performance muscolare, prevenzione autoimmunità. I claim su prevenzione tumorale sono ancora oggetto di studio.
Domande frequenti
- Meglio la vitamina D2 o D3?
- D3 (colecalciferolo). Ha maggiore biodisponibilità e capacità di elevare i livelli sierici rispetto alla D2 (ergocalciferolo).
- Basta il sole in estate?
- Per molti sì, se ci si espone 15-20 min/die a braccia e gambe scoperte alle ore centrali. In inverno l'irradiazione UVB alle nostre latitudini non è sufficiente.
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