Omega-3: benefici, fonti alimentari e quando integrare
EPA, DHA, ALA: le differenze, i benefici cardiovascolari e cognitivi documentati, quanto assumerne, le fonti migliori (pesce, alghe, semi) e quando l'integrazione ha senso.
Gli acidi grassi omega-3 sono grassi polinsaturi essenziali che il corpo non può sintetizzare. I tre principali sono ALA (vegetale), EPA e DHA (marini). La popolazione occidentale ha in media un rapporto omega-6/omega-3 di 15:1, mentre l'evoluzionistico è 1:1 – 4:1.
Benefici documentati
- Riduzione dei trigliceridi ematici (evidenza forte, 2-4 g/die di EPA+DHA)
- Riduzione della pressione arteriosa in ipertesi
- Effetto antinfiammatorio sistemico
- Supporto allo sviluppo neurologico fetale (DHA in gravidanza)
- Possibile beneficio su umore e depressione (studi in corso)
Fonti alimentari
- Pesce grasso: salmone, sgombro, sardine, aringhe, tonno (EPA+DHA)
- Alghe e microalghe (DHA vegetale, ottimo per vegani)
- Semi di lino, chia, canapa, noci (ALA – conversione a EPA/DHA ~5-10%)
Fabbisogno
EFSA raccomanda 250 mg/die di EPA+DHA per adulti sani. In gravidanza si aggiungono 100-200 mg/die di DHA. Chi non consuma pesce 2-3 volte/settimana ha alta probabilità di essere sotto-dosato: l'integrazione con olio di pesce purificato o olio di alghe è ragionevole.
Qualità dell'integratore
Verificare: forma triglicedirica o etilestere, titolo di EPA e DHA (non solo olio di pesce totale), certificazione IFOS/GOED, indice TOTOX < 26 per garantire freschezza (assenza di ossidazione).
Domande frequenti
- Semi di lino bastano al posto del pesce?
- Contengono ALA ma la conversione a EPA/DHA è limitata. Chi non mangia pesce dovrebbe considerare un integratore di olio di alghe.
- Omega-3 fanno ingrassare?
- No, se assunti alle dosi consigliate. Sono nutrienti calorici ma il loro contributo giornaliero è marginale.
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