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Omega-3: benefici, fonti alimentari e quando integrare

Dr. Roberto Uliano5 giugno 2026· 8 min di lettura

EPA, DHA, ALA: le differenze, i benefici cardiovascolari e cognitivi documentati, quanto assumerne, le fonti migliori (pesce, alghe, semi) e quando l'integrazione ha senso.

Gli acidi grassi omega-3 sono grassi polinsaturi essenziali che il corpo non può sintetizzare. I tre principali sono ALA (vegetale), EPA e DHA (marini). La popolazione occidentale ha in media un rapporto omega-6/omega-3 di 15:1, mentre l'evoluzionistico è 1:1 – 4:1.

Benefici documentati

  • Riduzione dei trigliceridi ematici (evidenza forte, 2-4 g/die di EPA+DHA)
  • Riduzione della pressione arteriosa in ipertesi
  • Effetto antinfiammatorio sistemico
  • Supporto allo sviluppo neurologico fetale (DHA in gravidanza)
  • Possibile beneficio su umore e depressione (studi in corso)

Fonti alimentari

  • Pesce grasso: salmone, sgombro, sardine, aringhe, tonno (EPA+DHA)
  • Alghe e microalghe (DHA vegetale, ottimo per vegani)
  • Semi di lino, chia, canapa, noci (ALA – conversione a EPA/DHA ~5-10%)

Fabbisogno

EFSA raccomanda 250 mg/die di EPA+DHA per adulti sani. In gravidanza si aggiungono 100-200 mg/die di DHA. Chi non consuma pesce 2-3 volte/settimana ha alta probabilità di essere sotto-dosato: l'integrazione con olio di pesce purificato o olio di alghe è ragionevole.

Qualità dell'integratore

Verificare: forma triglicedirica o etilestere, titolo di EPA e DHA (non solo olio di pesce totale), certificazione IFOS/GOED, indice TOTOX < 26 per garantire freschezza (assenza di ossidazione).

Domande frequenti

Semi di lino bastano al posto del pesce?
Contengono ALA ma la conversione a EPA/DHA è limitata. Chi non mangia pesce dovrebbe considerare un integratore di olio di alghe.
Omega-3 fanno ingrassare?
No, se assunti alle dosi consigliate. Sono nutrienti calorici ma il loro contributo giornaliero è marginale.

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